Le origini urbanistiche di Gardone Riviera

LA LETTURA DELLA DOMENICA
GARDONE RIVIERA, STAZIONE CLIMATICA INVERNALE MITTELEUROPEA
I FONDATORI DELLA CITTÀ PARCO
pubblicato sul gruppo Facebook Brescia: storia curiosità e poesia e scritto da Attilio Mazza.
Nel 1878 l’austriaco ing. Luigi Wimmer era già gardonese da alcuni anni. Sofferente ai polmoni, dopo aver abitato
a Verona e a Mantova, decise, attorno al 1877, di trasferirsi
sul lago di Garda, a Gardone Riviera, invaghito della sovrana bellezza di questi luoghi, della tropicale vegetazione, del dolce clima, che nulla ha da invidiare al tanto famoso di Pegli.
Grazie ai buoni mezzi finanziari, poté effettuare subito
alcuni importanti investimenti, acquistando dalla famiglia Bonzanini la proprietà di Cargnacco, costituita dal settecentesco edificio padronale, da alcuni rustici e da terreni.
Intuì immediatamente che Gardone sarebbe potuta divenire una stazione climatica invernale e poco dopo, per ospitare i primi turisti, fece costruire a lago l’albergo Wimmer o Pizzocolo, nucleo iniziale di quello che diventerà il Grand Hotel Gardone Riviera.
L’idea, felice e lungimirante, fu confermata da alcuni personaggi da lui invitati, fra cui il prof. Max Borst, celebre cancerologo di Monaco di Baviera.
L’ing. Wimmer era appena riuscito a intuire il futuro della
nascente stazione climatica quando la morte lo troncò nel
1883, all’età di 41 anni, proprio dopo l’ultimazione dell’albergo da lui voluto.
La vedova, signora Emilia Holzgartner, non si perse d’animo. Alla memoria dello sposo perduto non credette di poter meglio rendere onoranza se non proseguendo ciò che nell’ultimo periodo della vita di lui era stata l’occupazione prediletta.
Così fu che l’albergo continuò e s’ingrandì d’anno in anno.
In quello stesso 1883 affidò la continuazione dell’opera a un caro amico del marito, l’ing. Angelo Fuchs, il cui lavoro andò ben oltre l’ampliamento dell’Albergo Wimmer.
Il lancio della nascente stazione climatica fu opera del climatologo e pneumologo dott. Ludwig Rohden, famoso medico di Bad Lippspringe, direttore dell’ospizio marino di Norderney.
Egli studiò il clima del lago con la dottoressa Clemens,
di probabile origine lituana, e, grazie anche all’appoggio economico della vedova Wimmer, pubblicò i risultati delle ricerche climatologiche diffuse in Austria e in Germania. L’importanza della promozione attuata dal dott. Rohden, si legge in una pagina del volume di Solitro stampato nel 1897, e che ha quindi valore di testimonianza diretta: si è avverata la predizione di un distinto medico tedesco già direttore dell’ospizio marino di Norderney, il dottor Lodovico Rohden, defunto, il quale nel 1885, dopo aver soggiornato in Gardone, e avervi eseguito numerose osservazioni climatologiche, sopra una delle più diffuse e accreditate gazzette mediche della Germania, scriveva: “Con la mia esperienza in climatologia, predico a Gardone Riviera un brillante avvenire: come luogo climatico è distinto, sotto qualche rapporto unico, facile ad essere raggiunto, modico, e retto con sani principi. Cinque qualità queste che di rado si trovano unite»”.
L’opera del dott. Rohden fu continuata dal figlio Augusto, pure medico, che attorno al 1906 fece costruire la nuova casa di cura Quisisana (oggi Villa Gemma), specializzata in malattie polmonari e cardiache attiva sino alla prima guerra mondiale.
Tra gli studiosi a essere sollecitati dal dott. Rohden a visitare la nascente stazione climatica, vi fu, il dott. Karl Koniger che a Gardone Sopra acquistò una vasta proprietà collinare in cui fece costruire, nel 1886, la Pensione Villa Primavera, progettata dall’ing. Angelo Fuchs, provvista di immenso, deliziosissimo parco, più clinica che albergo dotata di 30 camere, da lui stesso diretta assieme al dott. Boral.
Cominciava così a prendere consistenza la colonia tedesca e la trasformazione del paese in cittadina mitteleuropea che, negli anni successivi, attirerà un gran numero di ospiti stranieri, molti anche illustri.
Se il dott. Rohden fu divulgatore dell’eccezionalità del clima gardonese, in rapporto alla posizione geografica, il merito
della prima importante monografia va attribuito al dott. Koniger: nel 1886 pubblicava infatti lo studio “Gardone Riviera am Gardasee” che ebbe molte ristampe, di cui cinque fino al 1905.
L’autore, dopo la nota introduttiva, si soffermò in modo particolare sulla descrizione geografica e geologica del luogo, e affrontò quindi, con ampiezza di particolari, le caratteristiche della flora, della fauna e del clima.
Il lancio della nuova località, fra il 1884 e il 1885, diede ottimi risultati.
Importanti famiglie del centro Europa cominciarono a frequentare stabilmente Gardone Riviera dall’autunno alla primavera, costruendovi anche sontuose dimore.
I proprietari dei terreni agricoli furono probabilmente ben contenti di cedere, senza troppe pretese, i fondi che rendevano assai poco a causa della crisi dell’agricoltura e in particolare della progressiva caduta della coltura dei limoni, iniziata dopo il 1855.
Nacquero così alcuni vasti possedimenti stranieri che determinarono lo sviluppo urbanistico della città parco, fra cui quelli dei Wimmer a Gardone Sopra (Cargnacco) e a Gardone Sotto (Grand Hotel); quelli dei Langensiepen, facoltosa famiglia di Magdeburgo, forse imparentata con l’imperatore Francesco Giuseppe, probabilmente attiva in Germania nel settore metalmeccanico e che a Gardone acquistò molti terreni attrezzandoli anche a vivai (zona di Pernighe): a Richard Langensiepen si deve Villa Ruhland, con la vicina torre darsena, e successivamente Villa Alba, caratterizzata all’interno dal magnifico Jardin d’hiver, giardino d’inverno.
E ancora le proprietà del dott. Koniger a Gardone Sopra, con Villa Primavera (attuale sede municipale) e parco di circa due ettari e mezzo; quelle dell’industriale Max Heydweiller, di Krefeld in Germania, il quale, dopo aver affittato per qualche tempo Villa Cargnacco, acquistò la vastissima tenuta presso Fasano, dal lago sino al monte Lavino compreso, che dotò di tre cascine (fra cui quella di Servé, dove abitavano tre famiglie, e la Traina), e vi fece costruire, in eccezionale posizione panoramica circondata da parco, Villa Garda, l’attuale Hotel Villa del Sogno e a lago Villa Giulia, ambedue progettate dall’ingegniere Fuchs.
Se l’ing. Wimmer ebbe l’intuizione della stazione climatica, e i medici Rohden e Koniger attuarono la vasta e fruttuosa opera di promozione, il costruttore della nascente città giardino fu l’ing. Fuchs il quale, tra il 1894 e il 1896, lavorò all’ampliamento dell’Hotel Pension Gardone Riviera. In quell’ultimo anno collaborò probabilmente alla costruzione della chiesa evangelica progettata in stile neogotico dall’architetto Aage Kauffmann, che si ammira sulla via del Vittoriale, resasi necessaria per la crescente presenza della comunità tedesca di religione protestante.
Le realizzazioni dell’ing. Fuchs furono ricordate da una rivista locale: abbellì e trasformò l’ancor rude paesaggio peschereccio [di Gardone] in una moderna stazione climatica: e ne fece la migliore, la più elegante del Garda.
Iniziò la gemmata corona con la villa Koeniger, poi la villa Ars e Natura, la villa Puricelli, la villa Boral, la Martinengo, la Park-Villa, l’Heyse, la Moy, la Quaiollo, l’Elena, la Giulia, la Wimmer, la Angelini eccetera. E quindi alberghi (l’hotel Roma di Gardone, il Bellariva di Fasano, l’albergo Roma di Salò ecc; e ancora edifici scolastici, bancari, la ricordata chiesa evangelica, civettuola e armonica, e altri palazzi e ville in una gara di eleganza, di purezza stilistica, di armonia e d’arte. Gardone si rinnova e rinasce.
Quanto all’asilo infantile gardonese, la nota commemorativa rileva che c’è nell’ideazione di questo edificio tutto l’amore per la popolazione che Angelo Fuchs beneficava col suo lavoro. Amore profondo e senza confini che lo portò a immaginare altre opere che meritano cenno e ricordo: egli volle il lungolago di Gardone, la strada di San Michele e il viale dei Colli di Gardone; egli volle il comitato della stazione climatica di Gardone, la Società elettrica del Garda; volle con altri la Società telefonica del Garda e, con altri pure, coprendo la carica di assessore, l’acquedotto comunale.
Fu pure presidente per molti anni del Circolo salodiano e della Società Canottieri; per 25 anni giudice conciliatore e per qualche tempo presidente della Società operaia di mutuo soccorso. Fondò anche il settimanale “Il Garda”. Tra i suoi progetti rimasti incompiuti, quello di trasformare la zona di San Michele (in particolare la valle di Verghere) in Stazione climatica estiva,
iniziativa lungimirante, realizzata parzialmente, e non nel migliore dei modi, solo dopo la seconda guerra mondiale.
L’attaccamento al luogo d’elezione fu ricambiato dagli abitanti che lo chiamarono presto in comune alla guida del paese per circa 32 anni, prima come consigliere comunale, poi come assessore per un decennio dall’inizio del secolo, e infine come sindaco per un altro decennio, dal 1910 sino alla morte, avvenuta a Salò nel 1920.
Lasciò la preziosa eredità di lavoro al figlio ing. Emilio.
Attilio Mazza
Stefano Bocchio, Donatella Viola e altri 4

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